Contatta il nostro ufficio
+39 0434 26751
Accedi all'area riservata

Consulenti esperti
nella sostenibilità d'impresa
legata ai criteri ESG.

Contatti

Sede operativa
Via Damiani, 4/D
33170 Pordenone (PN)
Telefono
+39 0434 26751
Email
info@esg-advisory.it

Seguici su LinkedIn

CSDS: la Cina scrive le regole della sostenibilità

annie-spratt-rdVLN3UFmpU-unsplash

CSDS: la Cina scrive le regole della sostenibilità

Indice

L’Europa rallenta e la Cina accelera: il contesto globale in trasformazione

Nel corso del 2025 il quadro regolatorio internazionale sulla sostenibilità sta conoscendo sviluppi divergenti tra Europa e Cina. L’Unione Europea ha intrapreso un processo di semplificazione di alcuni obblighi di rendicontazione ESG. Le revisioni proposte, e quelle in discussione, stanno tuttavia generando incertezza sul livello di ambizione che la rendicontazione europea manterrà nei prossimi anni. Parallelamente, la Cina sta procedendo in direzione opposta, definendo un sistema normativo più articolato per la trasparenza e la comunicazione delle informazioni ESG. Questa evoluzione si concretizza nella pubblicazione dei Corporate Sustainability Disclosure Standards (CSDS), un nuovo quadro obbligatorio orientato alla creazione di un sistema nazionale unificato di rendicontazione. L’impostazione cinese appare orientata a rafforzare la comparabilità dei dati e la coerenza delle informazioni, con l’intenzione, nel medio periodo, di estendere l’applicazione degli standard oltre le grandi imprese. Sebbene non sia disponibile una roadmap ufficiale vincolante che stabilisca tempistiche precise per le PMI, il governo ha indicato più volte l’obiettivo di un’adozione graduale e progressiva. Questa contrapposizione tra un’Europa impegnata in un processo di revisione e una Cina che procede nella costruzione di una propria architettura normativa solleva alcune questioni: come si articolano esattamente i CSDS, quali sono i loro obiettivi e in che misura potrebbero influenzare le dinamiche competitive tra aziende operanti in mercati diversi?

Vista della città di Shangai in Cina

CSDS: cosa sono e quale architettura prevedono

I Corporate Sustainability Disclosure Standards (CSDS) rappresentano il tentativo della Cina di costruire un sistema nazionale uniforme per la rendicontazione ESG. Si tratta di un insieme di standard obbligatori che definiscono principi, requisiti informativi e modalità operative a cui le imprese dovranno attenersi nella comunicazione delle informazioni di sostenibilità. L’architettura dei CSDS è articolata su tre livelli principali, ognuno con una funzione specifica:

Basic Standards

Il primo livello è costituito dai Basic Standards, che definiscono l’ossatura generale del sistema. Al loro interno vengono stabiliti i principi fondamentali della rendicontazione di sostenibilità, i criteri di qualità dei dati e la struttura complessiva delle informazioni che un’impresa deve presentare. In sostanza, i Basic Standards fissano le regole metodologiche e redazionali che orientano la costruzione del bilancio di sostenibilità secondo il modello cinese, in modo analogo a quanto gli ESRS fanno nel contesto europeo.

Specific Standards

A questo livello si affiancano gli Specific Standards, dedicati ai temi ambientali, sociali e di governance considerati prioritari. Comprendono standard relativi al cambiamento climatico, alle pratiche lavorative, alla biodiversità e alla gestione delle risorse idriche. Non si limitano a indicare le informazioni da divulgare, ma definiscono anche le metriche, gli indicatori e le modalità di valutazione utili a misurare gli impatti e le performance aziendali nei vari ambiti.

Application Guidelines

Il terzo livello è rappresentato dalle Application Guidelines, che svolgono una funzione più operativa. Si tratta di linee guida elaborate per accompagnare le imprese nell’applicazione concreta degli standard, fornendo chiarimenti metodologici, esempi di compilazione e indicazioni tecniche per la raccolta e la verifica dei dati.

Nel loro insieme, Basic Standards, Specific Standards e Application Guidelines formano un quadro coerente che punta a garantire un approccio omogeneo tra le imprese, una maggiore comparabilità delle informazioni ESG e un progressivo allineamento alle migliori pratiche internazionali.

CSRD e CSDS: analogie, differenze e aree di convergenza

Nonostante nascano in contesti politici ed economici differenti, la CSRD europea e i CSDS cinesi mostrano una convergenza crescente. Entrambi mirano a costruire un sistema di rendicontazione ESG strutturato, comparabile e basato su criteri tecnici condivisi, segnale di una progressiva standardizzazione della sostenibilità a livello globale.

Un primo punto di contatto è la doppia materialità: sia in Europa sia in Cina, le imprese devono valutare gli impatti ambientali e sociali delle proprie attività e, al tempo stesso, i rischi ESG che incidono sul modello di business. La rendicontazione non è quindi solo descrittiva, ma strettamente legata alla gestione strategica. Convergente è anche la struttura delle informazioni richieste, organizzata attorno a quattro pilastri comuni: governance, strategia, gestione dei rischi e metriche. Gli indicatori tematici (clima, risorse, capitale umano, catena del valore) si inseriscono all’interno di questa cornice, ormai riconosciuta come linguaggio ESG internazionale. La supply chain rappresenta un altro elemento centrale. Entrambi i sistemi richiedono di estendere l’analisi oltre le operazioni dirette, includendo fornitori e partner, con particolare attenzione allo Scope 3. Nel modello cinese il perimetro è definito come dinamico, mentre quello europeo è più dettagliato, ma l’impostazione di fondo è analoga.

Permangono differenze sulla gradualità applicativa, ma il risultato complessivo è un allineamento metodologico crescente, che facilita la comparabilità internazionale e rende evidente un punto chiave: la raccolta dati ESG non è più solo un tema europeo, ma un fattore strategico per operare in mercati globali, inclusa la relazione economica con la Cina.

Statua del leone cinese

Impatti per le aziende europee: conseguenze operative e scenari futuri

L’introduzione dei CSDS ha implicazioni concrete per le imprese europee che operano in Cina o che dipendono da fornitori cinesi. Non si tratta solo di nuovi requisiti formali di rendicontazione, ma di un cambiamento che incide sulla qualità dei dati ESG, sui processi di controllo e sulla gestione della supply chain. Per le aziende con attività dirette in Cina, l’adeguamento richiede un rafforzamento dei sistemi di raccolta, analisi e verifica delle informazioni, oltre a una maggiore integrazione tra funzioni locali e centrali. Diventa centrale il coordinamento tra metodologie di reporting diverse ma concettualmente allineate, con l’obiettivo di garantire una rappresentazione coerente e affidabile di impatti e rischi ESG. Un effetto rilevante riguarda la catena del valore. L’obbligo per i fornitori cinesi di produrre dati ESG più strutturati può migliorare la qualità delle informazioni disponibili, in particolare per la rendicontazione dello Scope 3. Allo stesso tempo, le imprese europee dovranno dotarsi di procedure più solide per integrare tali dati, verificarne l’affidabilità e aggiornare i rapporti contrattuali con i partner della supply chain.

Nel complesso, la progressiva convergenza tra sistemi europei e cinesi non elimina le differenze applicative, ma rafforza un messaggio chiave: la raccolta e la gestione dei dati ESG diventano una competenza strategica, necessaria per operare su mercati internazionali, mantenere relazioni stabili lungo la filiera e garantire continuità e credibilità nelle informazioni di sostenibilità, anche al di là dei singoli obblighi normativi.

Skip to content