Indice
- Cos’è il VSME e perché oggi è rilevante per le imprese
- Il VSME come linguaggio comune tra imprese e stakeholder
- Value Chain Cap: perché il VSME tutela le imprese
- Il ruolo di ESA nel supporto al percorso VSME
Cos’è il VSME e perché oggi è rilevante per le imprese
Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è lo standard europeo sviluppato da EFRAG per consentire alle imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione di fornire informazioni ESG in modo strutturato, proporzionato e coerente con il quadro normativo europeo. Si tratta di uno strumento volontario, pensato in particolare per le piccole e medie imprese che, pur non essendo obbligate a redigere un bilancio di sostenibilità, si trovano sempre più spesso a dover rispondere a richieste di dati ambientali, sociali e di governance. La crescente attenzione ai temi ESG da parte di clienti, istituti di credito, investitori e grandi imprese capofila ha reso evidente un paradosso: molte aziende sono escluse dagli obblighi normativi, ma non dal mercato delle informazioni sulla sostenibilità. In questo contesto, il VSME risponde a un’esigenza concreta, offrendo un riferimento chiaro e riconosciuto a livello europeo per comunicare dati ESG senza dover adottare standard pensati per realtà di dimensioni molto più grandi. La rilevanza del VSME non risiede quindi nell’introduzione di nuovi obblighi, ma nella sua funzione di standard di equilibrio tra le richieste esterne e la capacità organizzativa delle imprese. Attraverso una struttura essenziale e modulare, il VSME consente di presentare informazioni credibili e comparabili, evitando approcci frammentati o improvvisati che rischiano di generare confusione o incoerenza nel dialogo con gli stakeholder.
Il VSME come linguaggio comune tra imprese e stakeholder
Uno dei principali punti di forza del VSME è la sua capacità di fungere da linguaggio comune tra imprese e stakeholder. In assenza di uno standard condiviso, le aziende si trovano spesso a rispondere a questionari diversi, richieste eterogenee e schemi informativi non comparabili, con un dispendio di tempo e risorse sproporzionato rispetto ai benefici ottenuti. Il VSME interviene proprio su questo piano, proponendo una struttura informativa coerente con gli orientamenti europei in materia di sostenibilità, ma calibrata sulle esigenze delle imprese di minori dimensioni. Questo consente agli stakeholder di ricevere informazioni leggibili e confrontabili, e alle imprese di evitare la duplicazione di attività e la produzione di dati non realmente utili.
Dal punto di vista aziendale, adottare il VSME significa anche iniziare a organizzare in modo più consapevole le informazioni già disponibili: dati ambientali, aspetti legati al personale, pratiche di governance e controlli interni. Molte imprese scoprono che una parte significativa di queste informazioni esiste già, ma non è strutturata in modo organico. Il VSME aiuta a ricondurle a un quadro unitario, migliorando la qualità della comunicazione senza introdurre complessità inutili. In questo senso, lo standard non è solo uno strumento di risposta verso l’esterno, ma anche un supporto alla gestione interna, favorendo maggiore coerenza tra ciò che l’impresa fa e ciò che comunica.
Value Chain Cap: perché il VSME tutela le imprese
Un elemento centrale che rafforza il ruolo strategico del VSME è il principio del Value Chain Cap, ovvero il limite alle informazioni ESG che possono essere richieste alle imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione. In base a questo principio, le imprese di maggiori dimensioni non possono esigere dai propri fornitori informazioni eccedenti quanto previsto dallo standard VSME.
le imprese di maggiori dimensioni non possono esigere dai propri fornitori informazioni eccedenti quanto previsto dallo standard VSME.
Questo meccanismo ha una portata rilevante sul piano operativo. Da un lato, tutela le imprese più piccole dal rischio di vedersi trasferire indirettamente oneri informativi pensati per le grandi organizzazioni; dall’altro, contribuisce a ridurre l’asimmetria nei rapporti di filiera, introducendo un criterio di proporzionalità nelle richieste ESG.
Il VSME diventa così non solo uno strumento di rendicontazione, ma anche una soglia di riferimento per il dialogo lungo la catena del valore. Le imprese che adottano lo standard possono rispondere alle richieste degli stakeholder con maggiore sicurezza, facendo riferimento a un framework europeo riconosciuto e legittimato. In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più integrata nei processi di approvvigionamento e nelle valutazioni di rischio, questa funzione di tutela assume un valore strategico. Il VSME contribuisce infatti a evitare che la sostenibilità diventi un fattore di esclusione per le imprese meno strutturate, favorendo invece una transizione più ordinata e inclusiva.
Il ruolo di ESA nel supporto al percorso VSME
L’adozione del VSME non deve essere intesa come un esercizio meramente formale, ma come un’opportunità per strutturare in modo più solido il proprio approccio ESG. In questo percorso, il supporto di una consulenza specializzata può fare la differenza tra una compilazione superficiale e un utilizzo realmente efficace dello standard. ESA affianca le imprese nell’interpretazione del VSME, aiutandole a individuare le informazioni realmente rilevanti, a organizzare i dati disponibili e a integrare lo standard nei processi aziendali esistenti. L’obiettivo è costruire un sistema coerente che semplifichi il dialogo con clienti, banche e partner, riducendo il rischio di richieste incoerenti o sproporzionate.
In questa prospettiva, il VSME diventa uno strumento strategico: non solo una risposta alle richieste ESG, ma una base su cui impostare nel tempo una politica di sostenibilità credibile, proporzionata e allineata alle aspettative del mercato. ESA è a disposizione per approfondire questi aspetti e valutare insieme come strutturare al meglio il percorso VSME in funzione delle specificità di ciascuna impresa.





